Com'è nato l'HASHTAG

La storia di '#', il cancelletto più famoso.

Era nel 2007 quando Chris Messina si fece una domanda:
come posso identificare su Twitter tutti i tweet relativi ad uno stesso argomento?
L’esigenza era di permettere una ricerca più veloce tramite il motore di ricerca.
Fece un tweet per capire se aveva senso l’idea di utilizzare il cancelletto per identificare l’argomento, ma perché usare #?

All’epoca gli utenti mandavano un sms tramite cellulare per pubblicare il tweet (questo spiega anche il limite dei 140 caratteri) e il carattere # era presente (assieme ad *) su tutte le tastiere in gomma dei vecchi telefoni.
Il carattere non veniva nemmeno molto utilizzato e quindi venne naturale pensare al cancelletto per etichettare l’argomento.
Un’idea molto semplice che non prevedeva alcuna modifica alla piattaforma, tutti potevano usarla e non implicava nessun cambiamento alle abitudini.
Bastava digitare #argomento e tutti si sarebbero uniti alla conversazione.

Forse era troppo semplice, e come tutte le cose semplici fu al momento ignorata dal management di Twitter.
Tra l’altro Messina non brevettò nemmeno il suo sistema di indicizzazione tramite #, non lo reputava corretto.

La cosa più difficile che rimaneva era distribuire questa idea a tutti, ma un evento venne in aiuto di #.
A causa di un’ondata di incendi vicino a San Diego, tutti gli utilizzatori di Twitter capirono le potenzialità dell’#, il tag #sandiegofires diventò popolarissimo.

Bisognerà aspettare altri 2 anni perché i tag diventino cliccabili e dunque indicizzabili, ma da questo momento è tutto in discesa e vengono anche create classifiche con i tag più utilizzati sulla piattaforma.
La stessa idea fu poi copiata da Instagram (2011) e da Facebook (2013) e ad oggi sono tanti i siti che permettono l’indicizzazione tramite #.

Oggi ci sono innumerevoli statistiche che determinano il successo degli hashtag e gli stessi sono utilizzati anche a fini politici, tutti ci ricordiamo di #staisereno.

La sua storia è questa, da un tasto inutilizzato presente sulle vecchie tastiere dei telefoni ad  hashtag che prevede un pagamento per essere registrato.

Forse per Messina sarebbe stato il caso di brevettare la sua semplice ma geniale idea. 

#Palladio

 


 Fonte : Redazione Palladio 


 

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